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L’argomento è sempre in voga e, per le regole riguardanti la maggior parte dei lavoratori, è stato già trattato qui - Come funziona attualmente il calcolo della pensione -.

Un settore considerato dalla politica “differente” dagli altri è quello agricolo, per il quale il conteggio dei contributi ai fini pensionistici ha delle peculiarità che non tutti conoscono.

Cerchiamo dunque di fare un po’ di chiarezza.

In campo agricolo ci sono varie organizzazioni – tra cui spicca la Coldiretti – che si occupano di fornire agli agricoltori, ma non solo a questi, tutte le risposte che riguardano la fiscalità, i finanziamenti e i crediti per gli agricoltori (CreditAgri), le assicurazioni (Agrifides) e la pensione.

Recentemente proprio la Coldiretti ha posto in evidenza che l’assegno percepito dagli attuali pensionati è di 753 euro, con situazioni che vedono addirittura scendere l’assegno a 300 euro mensili.

Sicuramente costituisce una novità - e un valido aiuto per i coltivatori diretti pensionati - la cosiddetta quattordicesima, erogata per la prima volta proprio a Luglio di quest’anno.

La quattordicesima mensilità spetta ai pensionati con una età di almeno 64 anni e che presentano un reddito inferiore a 13.000 euro annui. Questo contributo varia tra i 336 euro e i 655 euro, tenendo in considerazione il reddito personale e l’anzianità contributiva. Ovviamente per saperne di più è opportuno recarsi nei CAF Coldiretti o delle associazioni di settore.

Per quanto riguarda il calcolo effettivo della pensione, il lavoratore agricolo dipendente matura il diritto in base alle giornate di contribuzione. Esattamente un anno di contribuzione equivale a 270 giornate annue.

Partendo da questo dato, è dunque possibile calcolare la pensione per cui si intende raggiungere il requisito.

Ad esempio, se si vuole maturare il diritto a percepire la pensione di invalidità – che, per conoscenza, spetta a tutti i lavoratori che abbiano maturato almeno 5 anni di contribuzione consecutiva- basta effettuare la seguente operazione:

5 anni* 270 giornate annue= 1350 contributi giornalieri

Per la pensione di inabilità invece occorre eseguire il seguente calcolo:

3 anni * 270 giornate annue= 810 contributi giornalieri.

Un’ informazione utile è quella per cui se mancano giorni per raggiungere le 270 giornate annue, il lavoratore può:

  • versare dei contributi volontari
  • fare domanda all’Inps per il conteggio dei contributi figurativi - servizio militare, gravidanza e puerperio, disoccupazione indennizzata, malattia e infortunio, cassa integrazione guadagni, cassa integrazione salariale agricola (Cisoa), mobilità, donazione di sangue, persecuzione politica e razziale, tubercolosi, calamità naturale, aspettativa per mandato elettorale, congedi parentali, attività svolta da lavoratori invalidi, assistenza a familiari con handicap grave, contratti di solidarietà, lavori socialmente utili e di pubblica utilità- senza alcun onere a carico del richiedente.

Il requisito delle 270 giornate l’anno viene meno in riferimento alla pensione anticipata, per richiedere la quale occorrono 156 giornate l’anno.

Bene, queste sono le caratteristiche della pensione del dipendente agricolo ed è evidente la macchinosità del meccanismo.

Il consiglio è quello di affidarsi sempre ad esperti del settore. Perciò, se hai ancora dubbi o necessiti di chiarimenti, contattami e ti saprò consigliare i migliori esperti nella tua zona.