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Lo scopo è quello di fornire maggiore tutela al consumatore, indipendentemente dal canale cui fa ricorso per la sottoscrizione di un prodotto.

La tutela si realizza, secondo quanto disposto dalla direttiva, con la trasparenza di informazione e, quindi, con l’acquisizione di consapevolezza da parte del consumatore.

In sintesi, la direttiva 2016/97 UE contiene gli ingredienti necessari per realizzare  una ricetta sana e gustosa per il cliente. Ma come?

Prima di svelare la ricetta, andiamo per ordine, e analizziamo i punti del testo della norma, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, che ci interessano.


       1.  AMBITO DI APPLICAZIONE

La direttiva si applica per lo svolgimento delle attività di distribuzione, assicurativa e riassicurativa, all’interno del territorio dell’UE.

Pertanto deve essere tenuta bene a mente dal soggetto fisico o giuridico di uno Stato Membro, o che in questo intenda stabilirsi, che intenda iniziare e svolgere la distribuzione  di prodotti assicurativi.

  1.   DEFINIZIONI

Il legislatore europeo definisce come segue  i soggetti e le attività coinvolte dalla direttiva:

  1. Distribuzione assicurativa - è l’insieme di azioni come fornire consulenza, proporre contratti di assicurazione, collaborare in caso di sinistri alla gestione, fornire informazioni relative a prodotti assicurativi.
  2. Intermediario assicurativo - è la persona fisica o giuridica che avvia o svolge a titolo oneroso l’attività di distribuzione (a). Non è intermediario assicurativo, l’impresa di assicurazione, un suo dipendente nè l’intermediario a titolo accessorio ( inteso come il soggetto fisico o giuridico che svolga l’attività di distribuzione in modo complementare alla sua attività principale. Esempio concessionaria automobili).
  3. Impresa di assicurazione- rimane la definizione già data nella direttiva 2009/138/CE all’art. 13
  4. Prodotto di investimento assicurativo - è il prodotto caratterizzato da una scadenza o un valore di riscatto influenzato dalle oscillazioni del mercato (sono esclusi i PIP-piani individuali pensionistici).

  

  1.   REGISTRAZIONE

Gli intermediari assicurativi devono essere registrati presso l’autorità competente nello Stato membro. In ITALIA, tale autorità è l’IVASS, presso cui è istituito il RUI, ovvero il registro unico degli intermediari.

  1.   OBBLIGHI DI INFORMAZIONE E NORME DI COMPORTAMENTO

Ogni Stato garantisce l’onestà, l’imparzialità e la professionalità dei distributori di prodotti assicurativi, per  servire al meglio gli interessi dei loro clienti.

A tal fine gli Stati garantiscono che l’intermediario assicurativo fornisca ai suoi clienti, in tempo utile,prima della conclusione del contratto, le informazioni riguardanti:

  1. la sua identità,il suo indirizzo e il suo status di intermediario assicurativo
  2. le procedure che consentono ai consumatori e agli interessati il reclamo e la risoluzione stragiudiziale delle controversie.
  3. l’iscrizione al registro degli intermediari

Prima della conclusione del contratto, il distributore di prodotti assicurativi, in base alle informazioni ottenute dal cliente, gli fornisce informazioni oggettive sul prodotto in forma comprensibile per consentirgli una decisione informata e consapevole.

Qualsiasi contratto proposto deve essere in linea  con le richieste e le esigenze assicurative del consumatore.

Specificati questi 4 punti finalmente giungiamo all’essenza della direttiva IDD, ossia quella di informare in modo trasparente il fruitore del servizio di consulenza assicurativa.

A tal proposito è previsto il cosiddetto Kit informativo, costituito dal:

  • KID, accompagna i prodotti di investimento assicurativi
  • DIP (Vita e Danni), accompagna, a seconda del prodotto cui si riferisce, i prodotti assicurativi vita diversi dai prodotti di investimenti o i prodotti assicurativi danni
  • DIP aggiuntivo, integra i primi ed ha la funzione di fornire maggiori dettagli e spiegare più approfonditamente il prodotto.

KID, Key Information Document

Il Kid è un documento precontrattuale in cui vengono evidenziate al cliente, sotto forma di domanda, le indicazioni sul prodotto al fine di  semplificare il processo di comprensione. Cos'è questo prodotto? Quali sono i rischi? Qual è il potenziale di rendimento? Cosa accade se l'ideatore del prodotto non è in grado di corrispondere quanto dovuto? Quali sono i costi? Per quanto devo detenerlo? Posso ritirare il capitale prima della scadenza? Come presento un  reclamo?

A puro titolo di esempio, mettiamo in evidenza il KID per il prodotto Scelta Dinamica 3.0, una soluzione di Cattolica Assicurazioni dedicata “.. a chi desidera legare le prestazioni assicurative ad un investimento flessibile e dinamico e accedere ai mercati finanziari in modo semplice ed equilibrato, realizzando un investimento “su misura” in base alle proprie esigenze personali…”.

In fase precontrattuale, è obbligatorio compilare anche il questionario IDD che consente di avere una profilatura del potenziale cliente. Tramite il questionario l’intermediario è in grado di conoscere il cliente, capire quali sono le sue esigenze e qual è il suo grado di capacità a sopportare i rischi che un prodotto di investimento comporta.

Il questionario, unitamente al KID, consente di verificare se il consumatore rientra nel target market per il quale è stato predisposto quello specifico prodotto.

DIP, Documento Informativo Precontrattuale

Si tratta di un documento che contiene tutte le informazioni relative a diritti e doveri del consumatore.

Accompagna la proposta sia per il ramo Danni sia per il ramo Vita.

A puro titolo esemplificativo, riportiamo il DIP di TUA Assicurazioni riguardante un prodotto di protezione da rischi di fabbricati adibiti a civile abitazione.

DIP aggiuntivo precontrattuale

E’ il documento che contiene informazioni integrative rispetto al KID e al DIP.

Torniamo al prodotto assicurativo di investimento Scelta Dinamica 3.0. Di seguito il DIP aggiuntivo.

Tutta la documentazione precontrattuale è sempre reperibile sul sito della Compagnia per tutto il periodo di validità del prodotto cui fa riferimento.

Dunque, tornando alla ricetta per una buona consulenza assicurativa, quali sono gli ingredienti per realizzarla?

1- Compilazione del questionario IDD

2- Presentazione del KID, per i soli prodotti assicurativi di investimento.

3- Presentazione del DIP aggiuntivo, contenente gli elementi integrativi utili al consumatore per gestire consapevolmente la soluzione che andrà a sottoscrivere.

In conclusione, la direttiva IDD mira alla soddisfazione delle aspettative del potenziale sottoscrittore di polizze assicurative, vita e danni.

In un contesto di continua espansione dei bisogni di protezione, risparmio e investimento, la direttiva rappresenta un passo essenziale nella tutela del consumatore, consentendo di ripristinare, in parte, quella fiducia verso imprese e intermediari che via via si stava perdendo.