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Investire in campo immobiliare vuol dire acquistare una proprietà per una determinata somma di danaro e aspettarsi che nel tempo il valore aumenti, di modo che il prezzo di un’eventuale vendita sia superiore al prezzo pagato inizialmente.

Al giorno d’oggi, però, aspettarsi che un immobile cresca “automaticamente” di valore è diventata una scommessa troppo difficile da azzeccare.

Proprio per tale ragione, nascono forme alternative di rendimento immobiliare che, in alcuni casi, risultano persino più redditizie di una vendita.

Con lo sviluppo informatico e digitale e la conseguente nascita di applicazioni, il bacino di chi vuol prendere in affitto casa diventa sempre più ampio.

Purtroppo, la legislazione italiana in materia di affitti rimane attaccata a canoni molto vecchi che impediscono all’affitto di lungo periodo di adattarsi alle esigenze odierne. Inoltre l’affitto di lungo periodo presenta sempre delle difficoltà a generare del reddito; basti pensare agli inadempimenti di pagamento del canone di affitto, agli sfratti lunghi e costosi, alle poche tutele nei confronti dei proprietari.

Insomma, affittare per lunga durata è diventato molto rischioso.

Ecco perchè molti proprietari scelgono l’affitto breve. Ma per massimizzare il rientro economico occorre considerare vari fattori:

  1. posizione geografica
  2. tipologia di immobile
  3. legislazione nazionale
  4. trattamento fiscale
  5. target market

Con l’affitto a breve periodo, tutti i rischi derivanti dall’ affitto tradizionale sono pressocchè azzerati. Infatti, l’incasso del canone è fatto in anticipo e questo consente di non avere insoluti;l’immobile è monitorato più frequentemente, quindi i danni sono più contenuti; le probabilità che si possa ricorrere a procedure di sfratto sono bassissime, direi inesistenti.

Ma quali regole occorre seguire per poter affittare a breve periodo il proprio immobile?

  1. Conoscenza della legislazione locale e nazionale. Dunque occorre informarsi sui regolamenti comunali (tassa di soggiorno ed autorizzazioni varie), regolamenti regionali ( dati statistici), leggi nazionali (relativamente a forme contrattuali e comunicazioni agli organi di sicurezza);

  1. L’analisi di mercato consente di avere un maggiore rientro dell’investimento immobiliare. Su internet è facile effettuarne una “fai da te”. Ci sono immobili come il mio in zona? Quali sono i prezzi e le condizioni?

  1. Se si decide di pubblicare l’offerta su Internet è necessario fornire all’utente un’immagine appetitosa dell’immobile. Ciò vuol dire che design e comfort aumentano il prezzo che è possibile richiedere per una singola notte.

  1. Molto importante è il conto economico, ossia quel documento che permette di avere ben presenti i costi di entrata e  i costi di uscita, dalla cui differenza emerge il nostro ATTIVO (o nel peggiore dei casi, PASSIVO). Quali sono i costi per far conoscere il mio immobile? Quanto costa usufruire dei servizi di intermerdiari digitali, vedi Booking.com o AirBnb? Quanto posso risparmiare con la costruzione di un sito internet accattivante, moderno ma non troppo complesso (almeno inizialmente)?Quali sono le tasse che devo pagare? Ci sono forme che consentono di avere uno sgravio fiscale, pur rimanendo “in regola”? Qual è la quantità di lavoro che sono disposto a dedicare alla mia attività? Ne vale la pena?

Se rientri tra le persone che stanno considerando di entrare nel mercato degli affitti brevi, inizia col farti queste domande per avere una prima bussola che consente di orientarti in questo affollatissimo mondo.

Sono certo che, conti alla mano e realtà sotto gli occhi, avrai maggiore consapevolezza su come far fruttare al massimo il tuo immobile.

In bocca al lupo!