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Nell’ attività di consulenza, svolta quotidianamente in risposta alle esigenze di chiarimento dei lavoratori sulle tematiche previdenziali, può capitare che ci siano alcuni argomenti su cui occorre fare una riflessione. 

Recentemente mi è stato chiesto se un pensionato può aderire ad un fondo pensione (o PIP), per intenderci quei piani di risparmio che possono essere dedotti dal reddito fino a 5164,57 euro.

Ebbene la domanda è davvero interessante e merita pertanto un approfondimento.

 

Leggendo attentamente il dlgs. 252/2005, l’art.2 “Destinatari” recita: 

“Alle forme pensionistiche complementari possono aderire in modo individuale o collettivo: 

a) i lavoratori dipendenti, sia privati sia pubblici, anche secondo il criterio di appartenenza alla medesima impresa, ente, gruppo di imprese, categoria, comparto o raggruppamento, anche territorialmente delimitato, o diversa organizzazione di lavoro e produttiva, ivi compresi i lavoratori assunti in base alle tipologie contrattuali previste dal decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276; 

b) i lavoratori autonomi e i liberi professionisti, anche organizzati per aree professionali e per territorio; 

c) i soci lavoratori di cooperative, anche unitamente ai lavoratori dipendenti dalle cooperative interessate; 

d) i soggetti destinatari del decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 565, anche se non iscritti al fondo ivi previsto.”

Ciò lascia intendere che un pensionato non può sottoscrivere ex novo un Piano Pensione.

Tuttavia l’art. 8 punto 11 specifica che:

 

“La contribuzione alle forme pensionistiche complementari può proseguire volontariamente oltre il raggiungimento dell'età pensionabile prevista dal regime obbligatorio di appartenenza, a condizione che l'aderente, alla data del pensionamento, possa far valere almeno un anno di contribuzione a favore delle forme di previdenza complementare. E' fatta salva la facoltà del soggetto che decida di proseguire volontariamente la contribuzione, di determinare autonomamente il momento di fruizione delle prestazioni pensionistiche. “ 

Dunque un pensionato, già sottoscrittore di un Piano pensione da almeno 1 anno, è libero di poter proseguire il versamento dei contributi, con il vantaggio di poterli dedurre dal proprio reddito, nei limiti previsti dal decreto. 

Sull’argomento è intervenuta anche la Covip con il  provvedimento del 24 gennaio 2008, individuando due situazioni:

1) titolari di pensione di vecchiaia che abbiano raggiunto il limite di età per richiedere la pensione. Questi soggetti non possono aderire a piani pensionistici individuali.

2) titolari di pensione che non hanno raggiunto il limite di età. Questa tipologia di persone può aderire ad un PIP almeno un anno prima del compimento dell’età richiesta dall’ordinamento per andare in pensione.

Il provvedimento specifica inoltre: 

“Il soggetto che prosegue volontariamente la contribuzione oltre il compimento dell’età pensionabile potrà determinare autonomamente il momento della fruizione della prestazione, una volta conseguito il requisito minimo di almeno cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari.”

In pratica, per poter riscattare la propria posizione, il pensionato aderente al PIP almeno 1 anno prima del compimento dell’età per andare in pensione, dovrà rimanere nel fondo per almeno 5 anni.

Visto da questa prospettiva, il PIP risulta molto conveniente soprattutto per tutte quelle persone che sono in procinto dell’età pensionabile.

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