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Queste sono solo alcune delle domande che frullano in testa ai lavoratori italiani e alle quali molto spesso si risponde in modo troppo tecnico per essere compreso.
Dal momento che lo scopo del blog di Obiettivook.it è quello di trasmettere consapevolezza ai lettori di modo che siano in grado di capire gli argomenti che più li riguardano, per adottare, di conseguenza, quei comportamenti virtuosi che rendano la pianificazione pensionistica più efficace e meno stressante, illustreremo, in questo articolo, quali sono i principi che regolano la pensione di vecchiaia, intesa come tutela del lavoratore quando non potrà più prestare la sua opera per motivi di senescenza, ovvero legati all’avanzare dell’età.

Qui ci occuperemo, in modo specifico, della pensione dell’infermiere, dell’assistente sanitario e della vigilatrice d’infanzia, ossia di tutte quelle categorie di lavoratori, liberi professionisti, iscritti all’ENPAPI.
In un primo momento saranno fornite le nozioni utili a comprendere come si matura la pensione di vecchiaia. Dopodichè saranno illustrate alcune simulazioni pensionistiche di un infermiere 30enne, 35enne e 40enne.
Dunque, bando alle ciancie e iniziamo subito.

Gli iscritti all’ENPAPI sono soggetti al versamento dei seguenti contributi:


Contributo soggettivo, dovuto in misura percentuale sul reddito professionale dichiarato ai fini IRPEF nell’anno precedente. Attualmente tale percentuale è pari al 16%. Se si è iscritti alla cassa ma si produce un reddito basso, o non se ne produce affatto, è previsto il versamento di un importo minimo che è pari a 1.180€.

Contributo integrativo, è calcolato sul volume d’affari ai fini IVA con un’aliquota del 4%. Se le prestazioni sono svolte in favore delle Pubbliche Amministrazioni, il contributo integrativo prevede un’aliquota ridotta del 2%.

Contributo di maternità, è versato da tutti gli iscritti ed ha come fine la copertura delle indennità di maternità riconosciute alle lavoratrici che diventeranno mamme. (qui puoi leggere un approfondimento dedicato all’indennità per maternità).


Abbiamo già dedicato un articolo al calcolo della pensione, per cui in questa sede si dirà, in modo molto riassuntivo, che la pensione si calcola applicando alla somma dei contributi versati negli anni di lavoro, un coefficiente di trasformazione, un parametro che tiene conto di vari fattori, tra cui l’invecchiamento della popolazione, la forza lavoro, il valore della moneta,ecc.
Dunque, la pensione di vecchiaia, così calcolata, spetta all’iscritto che:

  • al compimento del 65° anno di età, abbia maturato almeno 5 anni di contribuzione effettiva;
  • al compimento del 57° anno di età, abbia raggiunto un’anzianità contributiva di almeno 40 anni.  

Bene, enunciate queste linee guida generali, andiamo a vedere realmente in cosa si traduce tutto questo discorso. Per facilitare la comprensione, abbiamo effettuato delle simulazioni grafiche, prendendo come riferimento tipologie diverse di lavoratori-infermieri.


Infermiere 30enne, 5 anni di contribuzione e 25.000€ di reddito lordo annuale.

infermiere 30enne

Un infermiere nato nel 1986, andrà in pensione nel 2051, quando avrà 65 anni e gli verrà corrisposto un assegno pensionistico pari a circa 12.000€ (parte blu del grafico a torta). La porzione rossa del grafico rappresenta ciò che manca per avere lo stesso reddito da lavoro anche in pensione. Il tasso di sostituzione invece rappresenta il rapporto tra reddito da pensione e reddito da lavoro ed esprime l'adeguatezza dell'assegno pensionistico al tenore di vita. In questo caso è molto basso, per cui occorre apportare dei correttivi per migliorare la situazione di vita futura.


Infermiere 35enne, 10 anni di contribuzione e 25.000€ di reddito lordo annuale.

infermiere 35enne

Un infermiere nato nel 1980, andrà in pensione nel 2045, quando avrà 65 anni e gli verrà corrisposto un assegno pensionistico pari a circa 12.000€ (parte blu del grafico a torta). La porzione rossa del grafico rappresenta ciò che manca per avere lo stesso reddito da lavoro anche in pensione. Il tasso di sostituzione invece rappresenta il rapporto tra reddito da pensione e reddito da lavoro ed esprime l'adeguatezza dell'assegno pensionistico al tenore di vita. Anche in questo caso è molto basso, per cui occorre apportare dei correttivi per migliorare la situazione di vita futura.


Infermiere 40enne, 15 anni di contribuzione e 35.000€ di reddito lordo annuale.

infermiere 40enne

Un infermiere nato nel 1976, andrà in pensione nel 2041, quando avrà 65 anni e gli verrà corrisposto un assegno pensionistico pari a circa 15.000€ (parte blu del grafico a torta). La porzione rossa del grafico rappresenta ciò che manca per avere lo stesso reddito da lavoro anche in pensione. Il tasso di sostituzione invece rappresenta il rapporto tra reddito da pensione e reddito da lavoro ed esprime l'adeguatezza dell'assegno pensionistico al tenore di vita. In questo caso risulta ancora molto basso, per cui occorre apportare dei correttivi per migliorare la situazione di vita futura.

Come si ha avuto modo di constatare, in tutti i casi analizzati, l'assegno pensionistico è inferiore di molto allo stipendio ricevuto per la prestazione lavorativa. Senza creare allarmismo inutile, è ormai chiaro che ognuno di noi è chiamato ad assumersi delle responsabilità e ad agire per assicurarsi un futuro dignitoso. Dunque, l'invito è innanzitutto ad usufruire di un progetto di Educazione Finanziaria Certificata, erogato in modo totalmente gratuito. Al termine, sarà rilasciato un report stampato e assolutamente gratis, che consentirà di avere un quadro specifico e personalizzato. Per tutto l'iter di pianificazione, non sono richiesti dati personali riservati nè documenti, potendo tranquillamente essere erogato in forma anonima.

Per cui se sei interessato a saperne di più e bene, compila il modulo "Chiedi Informazioni" presente sulla pagina e sarai contattato per fissare un appuntamento informativo. E ricorda, "La vera differenza è nelle cose che conosciamo e nell'uso che ne facciamo."