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Per capire meglio il funzionamento dell’Ape è opportuno procedere per piccoli passi.

Cos’è l’APe?

E’ uno strumento che consente al lavoratore di andare prima in pensione e, per non rimanere “a secco” di reddito nei mesi mancanti alla pensione ordinaria, chiede, per tramite dell’INPS, un prestito bancario da restituire man mano, attraverso delle trattenute sull’assegno pensionistico.
Le trattenute non possono superare il 30% della pensione. Devono tenere conto non solo della restituzione del prestito  ma di tutte le altre  eventuali rate di mutui e prestiti che il lavoratore ha personalmente (rateazione per debiti erariali, assegni che deve dare al coniuge divorziato;ecc.), l’importante è che questa pensione minima dopo tutti questi tagli non scenda al di sotto dei 703 euro al mese.

Chi può chiedere l’APe?

L’ anticipo pensionistico può essere richiesto da tutti i lavoratori che, nel periodo compreso tra maggio 2017 e dicembre 2018, abbiano compiuto 63 anni e che abbiano al loro attivo almeno 20 anni di contributi.

Riassumendo, i requisiti per richiedere l’APe sono i seguenti:

REQUISITI APE

 

Sono previsti costi di interesse sulla restituzione del prestito?

Si. I costi ammontano ad un interesse che va dal 4,5% al 4,7%, comprensivo di interessi bancari e premio di assicurazione. La metà di questo costo viene però supportato dallo Stato, che li restituisce attraverso la denuncia dei redditi.

Conviene attivare o richiedere l’APe?

Ovviamente rispondere a questa domanda è molto complesso, dal momento che occorre valutare la situazione soggettiva del lavoratore.
Non potendo fornire una risposta assoluta, è opportuno analizzare l’APe attraverso una simulazione oggettiva. Un prospetto interessante è quello fornito da PROGETICA, nota società che si occupa di educazione finanziaria al fine di rendere il cittadino consapevole di tutto ciò che riguarda il suo futuro.

simulazione APe

 

Si prendono in esame 3 lavoratori dipendenti di 65, 64 e 63 anni.

Come si può vedere dal grafico, considerata una vita media di 84 anni e 4 mesi,  il lavoratore che rinuncia all’ APe percepisce una pensione nel complesso più alta rispetto al pensionato che dovrà restituire l’anticipo pensionistico.

Come si può notare i costi dell’anticipo sono considerevoli, valutando anche il fatto che si hanno all’attivo meno mesi di contribuzione e un conseguente basso coefficiente di trasformazione dei contributi in pensione.

Assistenza Assicurativa consiglia di valutare per bene la propria situazione. A tal proposito è opportuno confrontarsi con un consulente previdenziale per avere una simulazione personalizzata della Pensione e capire cosa conviene fare.